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Anna

Domanda:

Anna da Viterbo:

Buongiorno, sono una mamma un po' in ansia per mio figlio di 46 anni perché ho appena scoperto che ha da tempo il conto in banca in rosso e che rimane senza soldi prima ancora che gli sia arrivato lo stipendio. All’inizio si è giustificato elencando i finanziamenti chiesti negli ultimi anni, ma mi è bastato passare con lui un’intera giornata per capire che c’è dell’altro. Infatti ho visto che ogni volta che passa accanto ai bar con le slot machine cambia faccia e come ipnotizzato si dirige verso una delle macchinette. Due anni fa era in cura da uno psichiatra del CPS per problemi di ansia e depressione, le cose sembravano andare un po’ meglio ma poi ha smesso di andarci e di prendere i farmaci. Ho già parlato con il direttore della sua banca per assicurarmi che non gli concedano più prestiti e gli do ogni giorno giusto i soldi per un caffè. Cos’altro posso fare?

Risposta:

Gentile signora, la dipendenza da gioco è al giorno d’oggi una delle patologie più frequenti e diffuse e purtroppo chi ne è affetto non si accorge di avere un problema finché non ha toccato il fondo.

Proprio come è capitato a lei, nella gran parte dei casi sono i familiari e le persone più vicine a chi gioca a rendersi conto per primi della gravità della situazione. Ed è molto difficile far ammettere al giocatore compulsivo la sua dipendenza che viene rinforzata proprio dall’autoinganno.

Molto probabilmente suo figlio ha interrotto il percorso al CPS perché, confortato dagli iniziali benefici delle cure farmacologiche, ha pensato di aver superato il proprio disagio. Come primo passo potrebbe proporgli di ritornare ai Servizi Territoriali che già si sono presi cura di lui per trovare un primo aiuto per affrontare il suo malessere e le indicazioni per rivolgersi ad un centro specializzato. E’ importante non limitare l’intervento alla sola cura farmacologica che dovrebbe, quando necessaria, accompagnarsi ad una psicoterapia che consenta di comprendere e superare la causa profonda del disagio manifestato.

Anche i gruppi di auto mutuo aiuto e le terapie di gruppo si sono rivelate molto utili nei casi di dipendenza da gioco perché attraverso il confronto e la condivisione di emozioni ed esperienze è più semplice superare il senso di colpa e rafforzare le risorse personali.

Rimango a disposizione per qualunque ulteriore chiarimento in merito. Un caro saluto

 

Dott.ssa Laura Locatelli